Perché integrare Pinterest nelle tue strategie SEO

Pinterest è un motore di ricerca visiva per trovare ispirazione e idee — così si autodefinisce la piattaforma, nata nel 2010, che oggi ha superato i 400 milioni di utenti mensili al mondo. In Italia, il pubblico è vasto ed eterogeneo: sono oltre 18 milioni i Pinner attivi, di cui il 60% donne e circa la metà con un’età compresa tra i 35 e i 55 anni (anche se non mancano le fasce di età più giovani).
Pinterest viene considerato dagli utenti un punto di riferimento per pianificare il futuro, dalle semplici attività quotidiane, come preparare una cena romantica o realizzare un DIY (Do It Yourself), agli eventi più importanti, che si tratti di organizzare una vacanza o il proprio matrimonio.
Insomma, un canale in continua crescita e soprattutto strategico per i brand, che possono inserirsi per ispirare e incoraggiare le decisioni di acquisto, intercettando i bisogni e gli interessi degli utenti nel momento stesso in cui si manifestano.
Trattandosi di un motore di ricerca, è possibile fare SEO su Pinterest e quindi posizionare i propri contenuti all’interno della piattaforma, per attrarre un numero sempre maggiore di follower e supportare il brand da un punto di vista organico nelle fasi di awareness e consideration.
Ma è anche possibile posizionarsi con Pinterest su Google, andando a rispondere in maniera puntuale a tutte quelle ricerche (e sono tantissime!) per cui la miglior risposta possibile non è un contenuto testuale, bensì un’immagine o un video.

Come posizionarsi all’interno della piattaforma?

I contenuti su Pinterest possono essere trovati dagli utenti in diversi modi: innanzitutto, è presente un feed personalizzato — definito Smart Feed o Home Feed — in cui vengono mostrati i Pin correlati agli argomenti seguiti e alle Bacheche visualizzate di recente. È inoltre possibile visualizzare i Pin postati dai propri account preferiti, tramite l’apposita tab Following e quelli relativi ai trending topic del momento, attraverso la ricerca per hashtag.

Ma l’aspetto più interessante dal punto di vista SEO è rappresentato dai risultati restituiti dal motore di ricerca interno. Come funziona?

L’algoritmo di posizionamento di Pinterest prende in considerazione vari aspetti:

  • la qualità del Pin, misurata in base allo user engagement
  • la qualità dell’account e del dominio che ospita i contenuti Pinnati, valutata in base alle performance degli stessi e alla frequenza di pubblicazione
  • la rilevanza del contenuto rispetto alla ricerca (esattamente come Google)

L’ultimo punto è sicuramente quello più familiare per chi si occupa di SEO: inserendo le keyword in maniera strategica all’interno di Titolo e Descrizione, infatti, si aumentano le probabilità che il Pin si posizioni per quelle determinate ricerche.

Da non dimenticare però tutti quegli aspetti contenutistici che fanno sì che un Pin “funzioni” per gli utenti, andando a influire positivamente sulla sua popolarità. In questo senso, è importante postare contenuti di qualità e ad alto impatto. Alcuni consigli:

  • utilizzare i formati che meglio si adattano alla piattaforma (immagini in 2:3 e video)
  • mostrare eventuali prodotti nel loro contesto d’uso
  • sfruttare il testo in sovrapposizione all’immagine
  • creare Titoli e Descrizioni chiare e appealing attraverso CTA e hashtag

Infine, sempre nell’ottica di generare più interazioni con gli utenti, è importante lavorare sulla costruzione di relazioni e collaborazioni con i cosiddetti “Pinfluencers”.

Perché posizionarsi su Google con i contenuti di Pinterest?

Ecco tre buoni motivi per cui per cui vale la pena adottare una strategia integrata SEO-Pinterest, sfruttando gli ottimi posizionamenti su Google ottenuti da questo social.

La visibilità organica di Pinterest cresce inesorabilmente

L’immagine sopra mostra la visibilità organica di Pinterest su Google.it, che quantifica il presidio delle pagine appartenenti a questo dominio tra i risultati di ricerca: come si può notare, l’andamento negli anni è in continua crescita.

SEO su Pinterest — Crescita del canale

Pinterest è un canale in continua crescita

I contenuti sono evergreen

Un’altra peculiarità di Pinterest è che i contenuti postati all’interno della piattaforma sono evergreen: non perdono cioè rilevanza nel corso del tempo ma — al contrario — possono essere a mano a mano arricchiti e migliorare sempre di più le proprie performance. È quindi possibile creare una bacheca dedicata a un particolare argomento (ad esempio, “acconciature da sposa”) e aggiornarla periodicamente con i trend del momento, fornendo agli utenti una fonte di ispirazione fresca, ricca e completa.

La concorrenza (dei brand) è praticamente nulla

Un altro aspetto fondamentale da considerare è che, almeno sul mercato italiano, i risultati di Google sono dominati da account Pinterest di utenti privati, che hanno saputo trarre vantaggio, prima dei brand, dalle potenzialità di questo canale.
Insomma, un mare di opportunità non ancora sfruttate, quantomeno tramite un approccio strutturato e con una visione di lungo termine.

Un disclaimer importante

Attenzione: tutto questo è valido solo se il brand appartiene a un settore che “funziona” sulla piattaforma (e parla di argomenti per cui Pinterest si posiziona bene su Google).
Quali sono questi settori? Tutti quelli per cui le immagini ricoprono un ruolo fondamentale, per esempio Arredamento & Design, Beauty, Fashion, Entertainment ma anche Food & Beverage, Fai da te e Sostenibilità.
Di seguito l’elenco delle industry che mostrano il maggior numero di utenti attivi in Italia, condiviso da Pinterest stesso:

SEO su Pinterest — Settori con maggiore engagement

Questi dati costituiscono sicuramente un buon punto di partenza, ma per capire con certezza se vale la pena sviluppare una strategia SEO Pinterest integrata per il proprio brand è fondamentale condurre un’analisi ad hoc sul settore di riferimento, che evidenzi eventuali opportunità di posizionamento per tutte quelle ricerche “ispirazionali” per cui è difficile che l’utente possa trovare le risposte che cerca in un contenuto testuale.

Quindi, come integrare Pinterest all’interno di una strategia SEO?

Oltre all’ottimizzazione dei singoli Pin di cui abbiamo discusso in precedenza, per mettere in campo una strategia SEO-Pinterest efficace è fondamentale puntare sulle Bacheche, l’equivalente di categorie e sottocategorie in un sito. Come queste ultime rappresentano i pilastri a partire dai quali sviluppare e ottimizzare i contenuti delle pagine “foglia”, allo stesso modo le Bacheche su Pinterest definiscono la struttura dell’account e i temi intorno a cui ruoterà la comunicazione del brand sul canale.

Come individuare le bacheche da creare? Una strategia SEO che si rispetti non può che partire da uno studio keyword che aiuti a identificare gli argomenti di maggiore interesse per il pubblico e a impostare una “struttura” efficace per catalogare i contenuti.
Una volta selezionate le keyword target e create di conseguenza le Bacheche, non resta che iniziare a “pinnare” il più possibile (la frequenza di pubblicazione consigliata è di almeno un Pin al giorno!) tenendo a mente le best practice descritte nel paragrafo precedente.
È infine di fondamentale importanza creare una connessione con la sezione editoriale del sito: i contenuti pubblicati sui due canali dovranno parlarsi e “sostenersi” a vicenda. Ogni articolo del blog, se corredato di immagini ingaggianti, potrà quindi essere utilizzato come fonte da cui attingere più di un’immagine da pinnare. Non dimenticate quindi di installare l’estensione Pin sul vostro sito, per permettere agli utenti di salvare le vostre immagini in una delle loro bacheche.

Non solo contenuti editoriali: focus sui Product Pins

Se i discorsi fatti finora riguardano tipologie di contenuto che rispondono a un intento di ricerca prettamente informativo, non bisogna dimenticare che Pinterest offre agli e-commerce la possibilità di promuovere i propri prodotti all’interno della piattaforma, tramite i cosiddetti Product Pins.
Si tratta di Pin arricchiti (o Rich Pins), disponibili solamente per gli account business, che mostrano informazioni dettagliate sul contenuto dell’immagine pinnata, per esempio il prezzo o la disponibilità di un prodotto. Queste informazioni possono provenire da un feed di prodotti caricato all’interno della sezione Cataloghi, oppure essere recuperate direttamente dalla pagina prodotto sul sito (tramite markup Open Graph o Schema.org).
In ogni caso, è importante sfruttare questa opportunità, vista la spiccata propensione all’acquisto degli utenti di Pinterest: da alcuni studi sembra infatti che l’87% dei pinners abbia acquistato articoli visti in precedenza su questa piattaforma.

Approccio Trial & Error

Pinterest è un mondo quasi del tutto inesplorato per chi fa SEO: per questo motivo è bene muoversi tempestivamente per cogliere al massimo le potenzialità del canale.

D’altro canto i riferimenti bibliografici scarseggiano e può essere complesso, per i neofiti, seguire un approccio strutturato. Per questo motivo, la parola chiave è test. Attraverso gli strumenti di analisi dati messi a disposizione da Pinterest stesso (Pinterest Analytics) e ovviamente Google Analytics, è possibile identificare i contenuti più performanti e aggiustare la strategia all’occorrenza.

Questo articolo è stato scritto da Fabio Gelmini, SEO Team Leader, e Giulia Rognoni per il blog di Webranking.

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