Black Friday – Uno, nessuno, centomila

Ormai abitudine commerciale consolidata, il periodo del Black Friday non manca di riservare soprese, adattandosi allo stile dei brand.

Ma il Black Friday non è solo americano? Se in Europa non c’è la Festa del Ringraziamento, che senso ha avere gli sconti in un venerdì random di novembre?

Questo il commento di decine di americani, non appena il New York Times ha postato su Facebook l’articolo sul braccio di ferro tra Governo francese e Amazon sulla data del Black Friday. Per chi si fosse distratto per gli ultimi cinque anni -secondo Statista, nel 2020 solo l’1% degli italiani non sa di cosa si tratti– questa nuova scoppiettante festività ha raggiunto i confini del mondo, offrendo la possibilità di comprare -anche senza Festa del Ringraziamento- i regali di Natale in anticipo con sconti sensibili.

Trasformazioni

Dai primi esperimenti nel 2015, sono passati già cinque anni: un ciclo di vita sufficientemente lungo per iniziare a porsi domande sul da farsi. Molti brand iniziano a notare carrelli abbandonati in attesa degli sconti del Black Friday già dalla fine di settembre e spesso, davanti a clienti ormai ben consci che arriverà uno sconto goloso a novembre, è difficile attirare l’attenzione per non lasciare a secco i fatturati di settembre e ottobre. Stracciare i prezzi è sicuramente un buon modo per battere cassa ma la competizione è ormai molto forte, rilasciare forti quantitativi di prodotti in pochi giorni crea attriti a livello logistico, in più sono in ballo i temi dello spreco e dell’inquinamento, ma soprattutto è in gioco la Brand Awareness che richiede ora non solo di partecipare al Black Friday ma di adattarlo e farlo proprio.

Tanti Black Friday

Qualcosa si era già mosso lo scorso anno ma, lo sappiamo bene, sostenibilità e comunità sono le parole d’ordine del 2020 e non poteva essere diversamente anche per il Black Friday.

1.Black Week e Black Month — Negli anni si è progressivamente dilatato il perimetro temporale della promozione: all’inizio riguardava un giorno preciso, poi fu esteso al weekend infine a tutta la settimana. Sempre in crescita, per molti il 2020 è diventato l’anno del Black Month: un intero mese di promozioni scaglioni differenti e prodotti in sconto a rotazione. Lati positivi: più efficace per battere i concorrenti sul tempo, più semplice lo smaltimento di ordini e spedizioni ma soprattutto maggiore possibilità di valorizzare più categorie di prodotto e di evitare l’acquisto di impulso.

2.Green e Good Friday, per il bene di tutti — Molti brand hanno deciso di utilizzare il Black Friday per sposare iniziative benefiche dedicate alla sostenibilità. Un caso è il Green Friday IKEA, durante il quale sarà possibile restituire vecchi mobili IKEA e ottenere una carta reso da spendere per un nuovo arredamento, oppure la scelta verde del Green Friday Davines, brand leader nei prodotti di bellezza particolarmente attento al tema della sostenibilità: quest’anno devolverà il 100% degli utili online del Black Friday per la salvaguardia e la protezione delle api. Altra iniziativa a risvolto sociale è il Good Friday KIABI: un Euro per ogni scontrino online e offline sarà devoluto all’associazione “Medici Senza Frontiere”.

3.Dalla parte dei negozi — Il 2020 non è stato un anno semplice, soprattutto per i negozi fisici. Da qualche giorno è arrivata la notizia dell’accordo del Governo Francese con Amazon sullo spostamento del Black Friday al 4 dicembre, per dare modo ai negozi fisici di esporre i propri sconti dal primo di dicembre. Pur essendo un’iniziativa privata molti brand hanno accettato di seguire la stessa linea, tra le quali i colossi della GDO Carrefour e E.Leclerc.

4.TOO Cheap TO — Molte aziende, specialmente quelle riguardanti il mondo del lusso, non hanno abbracciato questo tipo di calendario promozionale. La qualità non sempre ha bisogno di sconti: coerenza a una linea e integrità verso la propria eredità rimangono pilastri della loro identità.

Comunità e sostenibilità

Passano gli anni e anche la promozione del Black Friday cambia: tra i nuovi temi sensibili, non più solo le soglie di sconto ma anche l’identità del brand, come le offerte vengono raccontate e che impatto avranno. Comunità e sostenibilità sono concetti sempre più fondamentali per chi non vuole che il proprio marchio si confonda in mezzo alle centinaia di altre offerte. Questo strano weekend di paura ha già stupito e attratto l’attenzione del mondo, sta ora alle aziende capire i propri clienti e le loro esigenze per poi lavorare su una strategia articolata e a lungo termine.

Questo articolo è stato scritto da Nicola Donati, Account Manager

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