App analytics: monitorare le performance con Firebase

Una overview della soluzione Google per il tracciamento delle app

Partiamo dall’inizio, dalla prima domanda che solitamente un cliente ci pone: come si fa a monitorare le performance dell’app? Il primo passo è quello di scegliere un tool di Mobile Analytics e per farlo è necessario installare uno degli SDK attualmente presenti sul mercato.

SDK, cosa sono e quali sono disponibili

SDK, Software Development Kit, è un insieme di tool per gestire l’aggiunta delle librerie; al posto dell’inserimento del classico codice JavaScript che si utilizza nei siti web, semplificando, ci riferiremo a SDK come l’intero sistema di tracciamento per app. Grazie a questo è possibile iniziare a raccogliere tutti i dati necessari relativi al tracking del Mobile Analytics, ma anche quelli per comprendere il funzionamento delle app ed eventuali problematiche.

Fermiamoci sulle app. Grazie agli SDK è possibile svolgere una infinità di azioni ma qui ci focalizzeremo sul tracciamento dei dati di navigazione sulle app, al fine di trovare uno strumento che permetta un’esperienza simile a quella di Google Analytics. Non si tratta di un’alternativa ma di un vero e proprio passaggio obbligato, vediamo perché.

Ma Google Analytics non aveva già un SDK?

Lo so, forse ti ricorderai che esisteva già un SDK nativo di Google Analytics, tuttavia questo, per quanto riguarda gli utenti free, è stato completamente dismesso, mentre per gli utenti che utilizzano Analytics 360 ad oggi è deprecato ma funzionante. Diversi nostri clienti stanno ancora tracciando le loro app con il vecchio SDK ma — per non ripartire da zero quando Google deciderà di chiuderlo — hanno già iniziato a tracciare anche con l’SDK di Firebase.
Per questo dicevamo che il passaggio non si configura come un’alternativa ma come una necessità, per non accorgersi troppo tardi dell’impossibilità di tracciare come prima.

Sebbene alcune funzionalità siano ancora in Beta, Firebase risulta la via migliore per tracciare una nuova app, anche se il suo nome — Google Analytics for Firebase — può portare confusione nel comprendere la differenza tra i due mondi.

In breve: Firebase permette di visualizzare all’interno della sua console tutti i dati relativi al Mobile Analytics con una grafica simile all’esperienza che si ha in Google Analytics, se volessimo invece vedere gli stessi dati direttamente su Google Analytics, sarebbe necessario fare una configurazione apposita.

N.B. gli utenti 360 che già avevano un’app con Analytics 360 possono continuare ad usarla finché Google non la dismetterà, per ora non si hanno notizie certe di quando accadrà, anche se, la chiara sensazione è che sarà dismesso anche per gli utenti premium e tutto verrà trasferito su Firebase.

Firebase, Customer Journey in-app e sincronia con l’ADV

Come anticipato prima, è bene ricordare che Firebase non è solo un tool di tracciamento del comportamento degli utenti in app, ma attraverso il suo utilizzo è possibile svolgere diverse attività che rispondono a 3 esigenze diverse:

  1. Sviluppo dell’app — tutti gli strumenti necessari all’implementazione delle app
  2. Miglioramento delle sue qualità — Strumenti necessari a testare la stabilità dell’app
  3. Sviluppo del business — tutti gli strumenti necessari ad effettuare analisi dati di comportamento utenti in-app e campagne pensate ad hoc

Concentriamoci dunque sulla parte che interessa di più il tracciamento del comportamento degli utenti in-app e quindi i tool dedicati, ovvero il terzo punto.
Per far crescere il business gli strumenti che Firebase mette a disposizione sono molteplici — dall’ A/B test, all’ in-app messaging, Google Analytics, ecc… — ma tre le feature più importanti, è bene ricordare quelle che riguardano la parte ADV, ovvero la possibilità di creare audience basate sul comportamento dei singoli utenti per utilizzarle in campagne personalizzate.

Infatti, chi utilizza la Google Marketing Platform molto probabilmente utilizzerà i prodotti Google anche per la parte di Advertising, quindi tutta la parte di Google Ads e di DV360 ed è qui che interviene uno dei plus più importanti di questo SDK, ovvero la connessione nativa con Google ADS.

Con Firebase possiamo creare audience basate su specifici eventi ad esempio, possiamo decidere di sfruttare una audience di utenti che visita una determinata sezione del sito ed inviare quella audience a Google Ads. Anche se Google ragiona meglio con i propri strumenti perché nativamente integrati, è comunque possibile sincronizzare la piattaforma con una vasta lista di ad-network.

Una rivoluzione nel modo di raccogliere i dati e visualizzare i KPI

Fino a qui abbiamo parlato delle potenzialità, degli strumenti e delle evoluzioni di Firebase; abbiamo capito che è un nuovo strumento su cui Google sta gradualmente puntando e che nei prossimi mesi andrà a completare l’offerta della parte Analytics per quanto riguarda i tracciamenti nel mondo delle app.
Ma c’è davvero di più.

Firebase rivoluziona completamente il modo in cui pensare agli eventi.
La console, infatti, non è più incentrata sulla sessione ma tutto il focus si sposta sul concetto di evento.
Fino ad oggi nella maggior parte dei casi, ci siamo affidati ad un unico evento che, tramite il GTM, veniva attivato per “Event Category — Action — Label”, in quanto — per come è strutturato Google Analytics — gli eventi si visualizzano secondo questo terzetto e anche tutte quelle metriche che consideriamo “standard” — come sessioni, page-views, ecc… — vengono tracciate come un qualsiasi altro evento.

Una delle possibili motivazioni per cui Google ha deciso per questo cambiamento è il fatto che quando navighiamo in app non seguiamo la stessa logica che avviene su una pagina web, ma il focus è più sulle attività che un utente compie (ad esempio, il raggiungimento di un livello di un gioco o il completamento di una prenotazione in Hotel è più importante del totale delle visualizzazioni di una specifica schermata).
Quanto riportato sopra rimane un’ipotesi, invece, molto probabilmente, grazie anche ad alcuni test che abbiamo svolto internamente, la ragione potrebbe essere ricercata nella possibilità di scaricare i dati su BigQuery per poi lavorarli dal suo interno e quindi utilizzarli per qualsiasi tipo di attività.

Per rendere più semplice l’interpretazione di questo nuovo modo di ragionare, facciamo un esempio: in Google Analytics web esiste la “pagina” che è una dimensione associabile a diverse metriche, come la “page view”, mentre in Firebase, la stessa metrica si configura come un evento che viene conteggiato ad ogni visualizzazione di pagina — o meglio di screen, visto che parliamo di app — con il dettaglio per ogni evento. Questa novità ci ha messo di fronte ad un modo completamente nuovo di pensare alla strategia di tracciamento della navigazione, ponendoci così davanti a nuovi interrogativi che ci proiettano unicamente sulle azioni dell’utente e sulla sua customer journey.

Questo articolo è stato scritto da Edoardo Bulgarelli, Digital Analytics Specialist.

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