Addio FLoC, per Google è tempo di Topics

The Topics API è la nuova proposta di Google per il mondo post cookie di terza parte e che succede al precedente Federated Learning of Cohorts (FLoC).

Dopo i diversi problemi avuti da Google nel far digerire ai garanti europei (e non solo) la proposta di FLoC, ecco l’annuncio di un cambio di rotta definitivo che passa prima di tutto dal nome, più semplice e immediato, Topics.

Il piano rimane lo stesso: eliminare i cookie di terza parte da Chrome entro la fine del 2023 (è bene ricordare che Firefox e Safari lo hanno fatto già da tempo) ma, nel frattempo, lanciare questa nuova proposta già dalla fine di marzo che andrebbe nella direzione di un aumento sempre più significativo dei livelli di privacy e controllo garantiti all’utente. Infatti la nuova proposta di Google è pensata proprio per eliminare i problemi di privacy legati a FLoC.

Cosa cambia e come funzionerà

Sul suo blog, Google spiega che il browser determinerà una serie di interessi basati sulla navigazione — circa 350 come specifica  9to5google  — come, ad esempio, “Fitness” o “Viaggi” che non coinvolgeranno argomenti sensibili, come identità di genere o connotazioni etniche.

Topics individuerà gli interessi principali della settimana per ogni utente (ovviamente basandosi sulla cronologia web) e questi dati saranno mantenuti per 3 settimane mentre quelli dei periodi precedenti saranno eliminati senza coinvolgere server esterni (e nemmeno quelli di Google).

Le novità quindi consisteranno nel fatto che:

  • Topics ogni settimana individuerà i 5 interessi principali, basandosi sulla cronologia del browser e aggiungerà un interesse “chosen uniformly at random” per un totale di 6 interessi
  • il browser darà all’utente più trasparenza e controllo sui dati, ovvero all’interno di Chrome saranno presenti funzionalità di controllo in modo da permettere agli utenti di rimuovere alcuni topic (o interessi) o disabilitare completamente la funzionalità

 Google spiega che Topics svolgerà una funzione simile a FLoC ma in modo completamente diverso, senza coinvolgere il concetto di “cohorts”che non chiariva quanto le informazioni raccolte potessero essere soggette a fingerprinting o le potenziali categorie sensibili coinvolte. L’immagine a seguire mostra un confronto tra i 3rd party cookie (a sinistra) e topic (a destra).

Per ulteriori dettagli tecnici Google rimanda a privacysandbox.com, oppure su GitHub sono disponibili una serie di modifiche più “technical”.

Gli accertamenti sulla privacy

Google ha chiarito che, per poter procedere con Topics, è già in contatto con il “U.K.’s Competition and Markets Authority (CMA)” al fine di assicurarsi fin da subito che la proposta sia sviluppata in modo compatibile con l’intero ecosistema. Il progetto FLoC sembrava già ormai destinato al tramonto a causa di diversi problemi di natura legale che aveva riscontrato durante il suo percorso e questa nuova direzione ce lo conferma. Al momento questa ipotesi sembra andare verso una tipologia di tracciamento più “compliant” ma si attendono ulteriori sviluppi.

In questo momento l’obiettivo di Big G è certamente anche quello di competere con altre proposte attive sul mercato; per ora l’unico vero competitor che può essere messo a confronto è Unified ID 2.0, la soluzione di The Trade Desk, supportata da diverse altre aziende del settore. Come avevamo già anticipato, UID 2.0 si avvale di indirizzi email hashati e non si basa sul browser, ma Google aveva già affermato di non avere intenzione di andare incontro a tecnologie di identificazione uniche. È proprio questo il limite principale secondo Phil Duffield, UK vice-president at The Trade Desk: il fatto che Topics sia accessibile da un solo browser, non applicabile quindi ai diversi punti di accesso che la maggior parte degli utenti utilizza per accedere a internet.

Questo articolo è stato scritto da Edoardo Bulgarelli, Digital Analytics Team Leader.

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