Daimon: dietro le quinte di una storia creativa

Per raccontare una nuova storia bisogna partire dall’inizio

Lavoro in Webranking da più di sei anni, gli ultimi quattro come Head dell’area Creative e UX, indubbiamente la divisione più frizzante dell’agenzia. Sempre alla ricerca di soluzioni creative alle esigenze di clienti complessi in un contesto di rapida evoluzione.
Daimon è l’ultimo importante passo in questa direzione.

Siamo partiti anni fa con il potenziamento di tutta la parte legata al Content Marketing per integrare al meglio l’offerta SEO. Man mano che l’area si strutturava abbiamo inserito nuove competenze (Digital Art Director, UX Designer e Creative Developer) e supportato la realizzazione di creatività per l’advertising, front end dei siti e la data visualization. Attività e servizi tanto distanti per alcuni aspetti ma complementari per altri, un primo passo che ci ha consentito di gettare le basi per creare sinergie all’interno di tutti i nostri team che si sono rivelate essenziali per offrire una consulenza completa.

Nel frattempo abbiamo investito sulle partnership con i principali player del mercato, fondamentali per la nostra crescita, e abbiamo continuato a collezionare certificazioni per garantire anche all’esterno una solidità di cui internamente avevamo già coscienza.

E poi…

Poi non ci siamo fermati, abbiamo visto un’opportunità inesplorata nel mercato e abbiamo deciso di prepararci anche per questa sfida.
Questa volta non si è trattato di un’evoluzione ma di intraprendere una strada nuova, parallela a tutto quello che avevamo già costruito e ben consolidato precedentemente. Siamo partiti da quello che ci chiedeva il mercato: innovazione, nuovi canali digitali, avanguardia nei formati e nei sistemi di misurazione dell’apporto creativo. Un oceano blu di opportunità che ci metteva in una posizione di vantaggio rispetto alle tradizionali agenzie creative, molto ancorate ai formati tradizionali della comunicazione pubblicitaria e poco avvezze alla frammentazione comunicativa del digitale o alle sue complessità tecnologiche. Allo stesso tempo il nostro spirito marketing ci distingue dalle società pure tech.
Un mare di opportunità si è mostrato davanti a noi, un nuovo campo nel quale fare la differenza.

Art & Science: Daimon si propone di fondere questi due aspetti.

Abbiamo deciso che potevamo ritagliarci il nostro spazio: dovevamo solo far valere le competenze già acquisite offrendo un prodotto nativo digitale, al passo con i repentini cambiamenti del settore, ma soprattutto tangibile.
La mancanza di strategie di promozione pensate direttamente per i canali digitali, creatività specifiche per i nuovi formati di advertising, per tutti i social network — da Instagram a TikTok — o per i nuovi schermi del Digital Out Of Home (DOOH) e creatività dinamiche da servire in programmatic.
Così abbiamo unito tutte le nostre anime: l’orientamento al dato, alla performance e la vena ingegneristica — elementi distintivi di Webranking — e uno spirito creativo flessibile, che si adattasse alla grammatica dei canali su cui comunica il messaggio. Uno spirito che partisse dalla tecnologia per liberare l’immaginazione.
Abbiamo quindi pensato di creare uno spin-off, una costola dell’agenzia, un termine che storicamente rimanda al mondo delle serie tv indicando una serie parallela, figlia della principale con cui condivide un contesto o evolve la storia di un personaggio. Ci è sembrato il termine più coerente con l’obiettivo che ci eravamo prefissati: distinguerci in una industria di giganti.

A quel punto avevamo l’intuizione e le competenze, ci mancava un nome.
Ed è qui che si è aperto un altro importante capitolo sull’identità: allontanarsi o distaccarsi da Webranking? Qual è il rapporto tra le due realtà? Questi sono stati i primi importanti quesiti che ci siamo posti e alla fine abbiamo deciso di essere dirompenti, di creare un’immagine a sé stante, che non fosse associabile a Webranking in maniera diretta. Siamo andati oltre, dando piena espressione e possibilità di manovra al servizio.
Così siamo arrivati a Daimon. Un nome che ci è piaciuto fin da subito perché richiamava l’idea di un’identità sia fisica che metafisica, così come è la creatività: astratta e multiforme ma allo stesso tempo visibile e capace di suscitare emozioni.

Il termine richiama il Daimon greco, demone pagano della creatività. In origine la figura del Daimon era positiva, un essere nato da un Dio e un uomo, Eros, il Dio dell’amore, è stato il primo Daimon della storia. Negli anni questa figura è poi stata caratterizzata da altre influenze, arricchendosi di una connotazione artistica e di un significato psicologico: poteva apparire in sogno e inviare messaggi alla parte cosciente di ciascuno. Una sorta di genio che abita in noi, artefice delle nostre intuizioni creative, quello che noi chiamiamo talento.
Il claim è poi nato di conseguenza: Imagination you can trust rispecchia la provenienza da una solida base tecnologica, concreta, tangibile nei risultati che abbraccia una sfera semantica più astratta, una creatività di cui potersi fidare.
Infine abbiamo lavorato sull’immagine: uno studio del colore impattante e distintivo, un logo tagliente e un logotipo attrattivo.

Ora siamo pronti. Siamo riusciti a descriverci come avevamo immaginato di farlo, con un’identità ulteriore che finalmente ci completa e una proposizione di servizio chiara, ben strutturata per iniziare nuovi progetti sfidanti.

Questo articolo è stato scritto da Elena Salemi, Head of Creative & UX e Head of Daimon.

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