Il nostro punto di vista sul futuro della moda su Rai Radio 1


Dopo due anni di pandemia, qual è la situazione dell'alta moda e del lusso?
N.D.: Il 2022 è stato un anno molto positivo per la industry del Fashion; il primo semestre, infatti, ha visto una crescita del 25% del fatturato che è il più alto degli ultimi 20 anni. Questa crescita è principalmente guidata dall'export, soprattutto verso Stati Uniti e Corea del Sud. Le attese sul terzo e quarto trimestre sono molto incerte, legate principalmente al conflitto in Ucraina, rincaro energia e crisi delle materie prime. Incertezza che però non va a frenare il rinnovamento del settore soprattutto per quanto riguarda sostenibilità e tecnologia.
Nel frattempo la moda si rinnova: in che direzione lo sta facendo e attraverso quali canali?
N.D.: In generale abbiamo visto che la pandemia ha accelerato alcune delle evoluzioni del settore, il nostro Osservatorio le ha suddivise in tre categorie principali: da un lato l'attenzione al tema della sostenibilità, dall'altro l'evoluzione tecnologica dei brand e la ricerca di nuove voci per la comunicazione dei valori delle aziende.
Per la sostenibilità la direzione è stata tracciata anche dalla Commissione Europea che ha indicato il 2030 come termine per la transizione verso un modello che si allontani dal Fast Fashion per abbracciarne uno più sostenibile e circolare; in questo senso abbiamo visto nascere sul mercato piattaforme di Re-commerce – ovvero riciclo e rivendita di capi di abbigliamento – e sono sempre di più i brand interessati a questa fetta di mercato.
E il Metaverso come si incrocia con l'alta moda?
N.D.: L'alta moda per sua natura è uno dei settori più inclini all'innovazione ed è per questo che è stata una delle prime industry a sbarcare sul Metaverso, se non altro perché gli avatar virtuali tra le prime necessità hanno quella di essere vestiti. Il pubblico più coinvolto è quello dei videogames, non a caso sono queste piattaforme – tra cui Roblox e Fortnite – quelle che i brand hanno contattato per prime per attivare tantissime collaborazioni.
C'è un'attenzione verso mondi diversi rispetto a quello che tradizionalmente è interessato all'alta moda?
N.D.: Sì, sempre di più il mondo della moda sta cercando delle community valoriali e quindi nuove voci, nuovi influencer lontani da quelli a cui eravamo abituati. Community e persone più vicine a valori e impegno, più lontane invece da stile di vita e semplice commercio.
E i podcast cosa c'entrano?
N.D.: C'è la necessità da parte dei brand di raccontare, non più solo di essere punto di commercio ma avere dei canali per raccontare la loro tradizione, la loro storia e i loro valori. E sempre di più verso una community che considera i propri clienti sempre meno acquirenti e sempre più testimonial del brand.












