Webranking tra le sei aziende italiane premiate agli Smart Working Awards

Durante l'edizione 2021 abbiamo ricevuto lo Smart Working Award nella categoria PMI, per aver gestito lo smart working come parte integrante del modello organizzativo aziendale e per gli investimenti tecnologici -e non solo- messi in atto per permettere questo passaggio. Una nuova impostazione del lavoro che, oltre al premio, è valsa anche la pubblicazione del nostro business case da parte del Politecnico di Milano. Siamo anche particolarmente orgogliosi di essere l'unica digital agency tra le sei aziende italiane premiate.

Anche per un'agenzia digital come la nostra, l'impatto sul lavoro c'è stato eccome – prosegue Cecilia Magnani – ma nelle aree che avevano subito un calo di lavoro abbiamo deciso di investire in formazione e nuove certificazioni. Abbiamo intensificato la comunicazione per far sentire la presenza del management e abbiamo lanciato iniziative per mantenere la coesione tra le persone. Parallelamente è stato fatto molto a livello di accoglienza a distanza di tutti i professionisti che si sono uniti ai nostri team durante il periodo pandemico. Attività come lo smart onboarding e l'iniziativa "My home station" mirata a supportare economicamente la creazione di una postazione lavorativa hanno contribuito a fare del lavoro un punto fermo in un contesto di elevata incertezza."
Recenti studi del politecnico di Milano mostrano che solo il 35% delle PMI continuerà a utilizzare modalità di lavoro agile post pandemia. Le modalità di lavoro in smart working torneranno a essere ibride, alla ricerca di un miglior equilibrio tra lavoro in sede e a distanza.
La scelta di proseguire con lo smart working è motivata dai benefici riscontrati da lavoratori e aziende: per oltre un terzo degli smart worker sono migliorati work-life balance e produttività, ma il 28% ha comunque sofferto di tecnostress e il 17% di overworking.
"La scelta obbligata della pandemia – il non avere più possibilità di scegliere se andare in ufficio o fare smartworking – ci ha portato a lockdown terminato a evolvere e rivedere il nostro modello – spiega Nereo Sciutto, CEO di Webranking – Ci siamo chiesti cosa fosse meglio per i nostri collaboratori e abbiamo capito che la risposta era la libertà di scegliere, non l'imposizione di qualcosa che convenisse per la dirigenza. Grazie anche alle indagini di clima aziendali interne abbiamo registrato un incremento del livello di coesione, produttività invariata e protezione del benessere dei dipendenti. Ora il nostro obiettivo rimane quello di costruire un ambiente organizzativo sempre migliore. Passo dopo passo, decisione dopo decisione. Ma la vittoria di questo premio ci dice che siamo nella giusta direzione".












